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A MONTEFUSCO CONCORSO ENOLOGICO

 

 

Associazione culturale Monsfulsula organizza il 1° concorso enologico Lucio Mastroberardino Concorso vini D.O.C.G. – D.O.C. e Vini IGT “Regione Campania”

Il concorso sarà presentato il prossimo martedì 22 agosto alle ore 10.30 presso il circolo della stampa di Avellino. Interverranno Paolo Mastroberadino, fratello di Lucio e Daniela che con il papà Walter hanno scritto una pagina fondamentale della viticoltura e dell’enologia campana e del sud con l’azienda vitivinicola Terredora, e gli organizzatori della manifestazione articolata in tre giorni. Continua a leggere

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CANTINA TERREDORA

Wine_Spectator_2015_01

 

 

 

 

I migliori bianchi d’Italia per Wine Spectator: c’è anche un campano

Si tratta del Fiano di Avellino CampoRe 2010 di Terredora. Nella classifica regnano l’Alto Adige, il Veneto e il Friuli.

Il Nord-Est italiano si conferma terra di grandi vini bianchi, dalle terre scaligere del Soave al Pinot dell’Alto Adige. La classifica 2015 di Wine Spectator, la celebre rivista americana specializzata sul nettare d’uva, incorona il Soave Classico del Veronese come miglior bianco d’Italia, con tre etichette in classifica: La Rocca 2012 di Leonildo Pieropan, il Monte Grande 2013 di Graziano Prà e il Monte Carbonare delle sorelle Tessari. Ma fra i migliori 14 bianchi italiani troviamo, scendendo lo stivale, anche un campano: il Fiano CampoRe 2010 di Terredora, eredità della sapienza e della passione vitivinicola di Lucio Mastroberardino. Continua a leggere

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TERREDORA

Mercoledì 7 novembre 2012 con Alberico Mascia e l’amico fraterno Antonio Follo, abbiamo preso parte ad una degustazione guidata organizzata dalla Cantina Terredora di Montefusco (AV).

L’ azienda nasce dalla separazione degli eredi Mastroberardino, l’uno Antonio tiene il nome e la sede in Atripalda, l’altro Walter si sposta a Montefusco portandosi in dono la maggior parte dei terreni aziendali.

Stiamo parlando della storia della enologia meridionale: nel 1878 Angelo Mastroberardino da inizio ad una epopea, iscrizione alla camera di commercio di Avellino, passo necessario per avviare le esportazioni dei suoi vini verso i paesi d’Europa e delle Americhe. Continua a leggere

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La tipicità del vitigno Aglianico

Quando si parla di vino Aglianico si tira in ballo la sua “tipicità”, ma un Aglianico non potrà mai essere tipico, non è un vitigno o un vino varietale come può essere un Pinot noir, che ci darà sentori di cassis-ciliegia da cinnammati, o un Cabernet Sauvignon, che ci dà sentore di peperone verde, di pepe da pirazine. La tipicità dell’Aglianico deriva da una cattiva viticoltura e da una cattiva enologia, che genera vini grossolani-tannici-vinosi; negatività che per qualche anno o mesi restano nascoste per l’uso massivo del legno, poi vengono fuori dando un vino invecchiato precocemente. La tipicità scaturiva dal peccato originario, il difetto. Il prodotto diventava omologabile perché tutti facevano gli stessi errori. Continua a leggere

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TAURASI – Fiera Enologica

Dall’11 al 15 Agosto 2012 a Taurasi (Avellino) –

Giunge alla 13° edizione la Fiera Enologica di Taurasi che dall’ 11 al 15 agosto propone un ricco programma di eventi e degustazioni realizzati dalla Pro Loco in collaborazione con Slow Food e Slow Wine.

Sabato 11 Agosto: nel cortile, a partire dalle ore 20.30 e fino alle 0.30, Banco d’assaggio dell’Enoteca Irpinia con degustazione dei piatti perduti della biodiversità irpina.
Blues – No More Blue nel TAU Continua a leggere

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Taurasi Mastroberardino

In questa sede mi sembra doveroso parlare di una cantina storica delle zone oggetto del nostro interesse, Mastroberardino, fondata nel 1878, con una produzione di circa 2 milioni di bottiglie ed una superficie vitata di circa trecento ettari. Recentemente mi sono imbattuto in un loro Taurasi 2006 e, come già descritto in un altro articolo, non mi ha assolutamente entusiasmato. Ho ritenuto giusto riprovare con il loro prodotto di vertice: un Taurasi Riserva, in particolare, annata 2004. Continua a leggere

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C’è Taurasi e Taurasi!

Il vino ha perso il suo ruolo originario di alimento corroborante ed energetico. Un tempo il suo utilizzo nella dieta era necessario per affrontare attività stancanti, come poteva essere il lavoro nei campi senza l’ausilio dei mezzi meccanici. Oggi Il consumo della bevanda è considerato un’attività edonistica, che dà piacere e benessere immediato, e come tale diventa un fatto soggettivo. Ognuno ricerca quello che ritiene più appagante per se stesso ed esistono parametri di giudizio molto differenti in base alla maggiore o minore sensibilità olfattiva o gustativa di ciascuno. Il gusto personale è, dunque, una variabile non trascurabile anche in un’operazione che mira ad oggettivare la valutazione dei sentori come può essere la degustazione di un vino.

Questa premessa non intende assolutamente escludere qualsiasi pretesa di oggettività in fatto di analisi organolettica, tutt’altro. Continua a leggere

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