Archivi categoria: Il vino del mese

AGLIANICO U’BARONE

 

vino u barone

 

 

 

 

Riprendiamo dopo un pò di tempo le degustazioni dei vini del nostro territorio, Sannita ed Irpino; una Cantina emergente, Torre a Oriente, situata alle falde del Taburno, nel comune di Torrecuso. Produzione di uva ed olio da sempre, con Patrizia Iannella (ultima generazione) la proprietà diventa, nel 2002, una vera Azienda, efficiente e moderna ma con un’occhio sempre rivolto alle tradizioni e al territorio di appartenenza. Vengono ristrutturati i vigneti, si passa dall’allevamento intensivo della vite, sistemata a “tendone”, ad una coltura di qualità fatta di rese basse assicurate dai sistemi a “spalliera”, cordone speronato e guyot. Questo ha garantito all’Azienda di rientrare nei disciplinari di produzione della Docg  Aglianico del Taburno, della Doc Falanghina del Sannio e dell’ Igt Beneventano. Altra data fondamentale nella definizione della struttura aziendale è il 2013, Patrizia sposa Giorgio (Gentilcore, il cognome è tutto un programma!) che porta in “dote” Continua a leggere

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KAPNIOS

 

kapnios

 

 

 

In occasione degli incontri di fine settimana, promossi dalla Associazione Città del Vino e dal Consorzio di Tutela Sannio DOP, che si svolgono presso la sede di Palazzo Paolo V  a Benevento ho avuto moto di scoprire/degustare un vino molto originale e innovativo, un prodotto unico per le nostre zone: Il Kapnios prodotta dalla Cantina Masseria Frattasi, areale Caudino Bonea/Montesarchio, azienda votata alle coltivazioni con metodo biologico certificato.

Il nome KAPNIOS è evocativo in quanto richiama una vinificazione adottata nell’antichità, infatti In lingua Greca vuol dire affumicato e nell’ antichità era già un vino citato da Platone e Plinio il Vecchio.

Il Kapnios in effetti  è un amarone ante litteram, nel senso che rappresenta il primo vino, appassito e secco, della storia.

Il vitigno da cui i sanniti ottenevano tali vini era anche la caburnica, probabilmente il moderno cabernet, già presente in Campania tre millenni fa ?!. L’appassimento delle uve al sole produceva il sapore affumicato, da cui il nome greco.   Continua a leggere

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FONTANAVECCHIA: UNA PRODUZIONE ” IN ROSA”

 Vi parlo di una cantina che anno dopo anno  è riuscita a ritagliarsi uno spazio importante  nell’enologia nazionale e rappresenta un’apripista ed un riferimento per le altre realtà produttive enologiche della provincia di Benevento.La passione di un’azienda per l’Aglianico e la Falanghina, vitigni che in questo angolo di Campania godono di un’alta vocazione, una tradizione familiare centenaria, il cambio generazionale, il talento e la passione contadina; sono questi gli ingredienti dei vini Fontanavecchia.

Ai vitigni autoctoni, ovvero alla falanghina e all’aglianico del Taburno, viene dedicata una cura particolare che li conferma come i più importanti produttori del territorio e grazie ai quali si ottengono etichette dalla spiccata personalità. Continua a leggere

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Nude – Aglianico d’Irpinia IGT 2005: paga più la coerenza o il giusto appeal?

Degustando Nude 2005 della Cantina Giardino di Ariano Irpino si ha un iniziale disorientamento olfattivo dovuto ad una nota di riduzione. Un vino che resta in bottiglia per tanti mesi ha bisogno di un po’ di stretching prima di essere servito. Deve riprendere il suo tono muscolare, sgranchirsi, riprendersi il suo volume naturale. Deve riprendere fiato, ossigenarsi. Immaginatevi rinchiusi da molto tempo in una cassa (da vivi, non da morti). Usciti fuori avrete le articolazioni anchilosate, fame d’aria, avrete addosso un odore di chiuso, insomma starete da schifo! Ecco, così potrà sentirsi un vino dopo mesi di clausura in vetro, quindi, il consiglio, non date giudizi affrettati, concedete del tempo al vino prima di berlo, anche 15-20 minuti. Magari dopo il primo assaggio passate oltre per poi ritornarci in un secondo momento: il più delle volte troverete un vino diverso, aperto, generoso, che avrà meritato la seconda chance.

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Il Greco di Tufo, Cantine Di Marzo: il ritorno di un marchio storico

Cantine Di Marzo può vantare una lunga tradizione (sembra risalire al 1647), ma negli ultimi tempi si era trovata ai margini dell’enologia irpina, un vero peccato visto il ruolo che ha svolto nella diffusione del vino Greco di Tufo. Personalmente mi sono interessato di vino, come consumatore consapevole, per circa 20 anni (e spero di occuparmene per i prossimi 20 come operatore nel settore), ebbene, nei primi anni novanta il Greco era solo Di Marzo, così come l’Aglianico era solo Mastroberardino.  Continua a leggere

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Macchia dei Goti 1999 e 2000. Degustazione di due aglianici datati

Una postilla al report dell’evento Vinestate 2011. Ricorderete (per chi ha avuto la pazienza di leggere tutto l’articolo) l’esperienza fatta su Aglianici datati, ebbene, a conferma di quanto detto, ho degustato Macchia dei Goti 1999 e 2000 della cantina Antonio Caggiano e senza temere confronti vi dico che gli Aglianici (delle tre zone vocate) si possono tenere in cassaforte (cantina) per molti anni. Continua a leggere

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Passito di Falanghina

Una giovane cantina, Azienda Agricola Terra di Briganti, creata da due fratelli Tony e Romeo De Cicco che continuano la tradizione familiare fatta di sola produzione di uve e che oggi diventa anche produzione di vino.

L’azienda sorge sulle colline di Casalduni a circa 350 metri sul livello del mare su terreni di medio impasto che ben si adattano alla coltivazione di uva. Contribuisce al progetto l’enologo Roberto Mazzer.

La loro produzione consiste in: Doc Sannio Aglianico, vino fatto con vitigno 100% aglianico, vinificazione e poi passaggio in legno per una parte, permanenza in acciao per la restante parte.

Segue assemblaggio e affinamento in bottiglia. Grado alcolico 13°

Un Crù, Martummè, Aglianico 100%, con rese un po’ più basse del precedente e passaggio in legno di tutta la massa per 6 mesi. Gradazione alcolica 13,5°. Continua a leggere

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