VINI NATURALI !?

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Spesso in cantina, gli enoappassionati che vengono a farci visita,  mi chiedono una opinione sui vini biologici/biodinamici/naturali; chiaramente la risposta richiederebbe qualche ora di tempo, in ogni caso cerco di esprimere  qualche concetto per spiegare il mio punto di vista. Prendo a prestito una frase del mio mentore,  il Prof. Moio, “i vini devono essere sempre  puliti”, quindi non ci si può nascondere dietro la parola naturale/bio per coprire ossidazioni, volatili alte, fecce sporche, cattiva igiene in cantina.

Un vino deve avere mancanza di difetti a prescindere dalla “mission” aziendale.  Mi sapete dire che senso ha fare un vino cosiddetto naturale se dopo un anno diventa aceto o se lo bevi ti brucia lo stomaco e ti si ripropone per tutta la giornata, era questo l’obbiettivo del produttore? Un vino si sa  fare o non si fa fare;  se lo fai con metodi biologici/biodinamici/naturali  o con metodi convenzionali puoi farlo di qualità  solo se sei capace, lo fai cattivo se non sei capace, a prescindere dalla filosofia produttiva che deve essere  uno strumento  ma non il risultato!  Se produci un vino piatto, impersonale, inespressivo,  non devi rifugiarti  in categorie più o meno decifrabili,  bisogna accettare il fatto che il vino è  sì commerciabile perché non è gravemente difettoso,  ma devi accontentati del prezzo che il mercato ti riconosce.

Per me il vino difettoso è quello che puzza, oppure che è palesemente ossidato. Il vino piatto e impersonale non mi offre piacere – e dunque non lo bevo -, ma neppure mi dà il voltastomaco, il mercato gli riconoscerà il  prezzo che I tanti consumatori  saranno disposti a pagare per avere quella qualità.

Al di là di tutte le divisioni sulle pratiche naturali o convenzionali in vigna e in cantina, l’attenzione sul vino deve essere riportata al bicchiere, o meglio alla qualità del vino.
È giustissimo, condivisibile e auspicabile ottenere un’uva sana attraverso un’agricoltura sostenibile e senza chimica, biologica, biodinamica o naturale che dir si voglia, come allo stesso modo in cantina è ineccepibile rispettare i tempi del vino senza forzature e lifting, accettando che non tutte le annate siano eccezionali, ma la qualità finale deve essere l’obbiettivo imprescindibile di tutto questo faticoso e affascinante percorso!

Il movimento dei vini naturali deve maturare e fare un passo in avanti, senza più giustificare e nascondere certi difetti inaccettabili  dietro alla scusa del naturale, o arrampicarsi su frasi come “sei tu che non hai capito questo vino perché il tuo palato è abituato al gusto industriale”.

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