CONCIMAZIONE DELLA VITE

concimaz

 

 

 

 

 

Chiedo scusa, in anticipo, a chi riterrà noioso questa riflessione sulla concimazione, ma non posso esimermi a quanto mi viene richiesto da qualche bloglettore che vuole qualche argomentazione specifica/tecnica; chiaramente cercherò, sempre, di rendere agevole la lettura anche ai tanti che seguono il mio blog nella speranza di trovarvi tante degustazioni e tanti consigli utili per un acquisto mirato dei prodotti. Probabilmente il seguito che ha questo blog è che cerchiamo di vedere cosa c’è sotto l’iceberg, il vino o il formaggio che mangiamo/degustiamo è solo la punta, che rappresenta  la risultanza di tanti fattori, espliciti ed impliciti che daranno il loro contributo al prodotto finale.

Un aspetto molto importante in Viticoltura è relativo al tipo e alle dosi di concimi da impiegare in vigneto. Chiaramente bisogna conoscere almeno tre elementi: la natura del terreno; il tipo di coltura; le condizioni climatiche. Resta inteso che più informazioni si posseggono e meglio sarà il risultato finale.

Va da se che le esigenze nutrizionali andranno valutate caso per caso alla luce del fatto che la vite, è coltivata in tante possibili combinazioni: varietà, tipi di terreno, portainnesto, ambiente climatico, tecniche e ambiente culturale. Tra le componenti che influenzano le modalità di fertilizzazione alcune sono variabili a lungo termine (clima genera le, terreno, portainnesto, vitigno, distanza d’impianto e forma d’allevamento, obiettivi enologico, etc.) mentre altre hanno influenza nell’arco dell’annata e in alcuni casi dell’annata successiva e oltre (andamento meteorologico annuale ed eventuali eccessi climatici, potatura, macchine e attrezzature in dotazione, tipo di gestione del suolo, eventuali sistemi d’irrigazione, gestione antiparassitaria, gestione dei residui, etc.).
L’analisi del terreno è un passo necessario per stabilire i termini della fertilizzazione, a cominciare da quella di fondo (all’impianto), che potrebbe essere considerata come una operazione di correzione del terreno.

Occorre procedere all’analisi del terreno quando occorre, ma è comunque opportuno realizzarle almeno ogni quattro o cinque anni. L’analisi del terreno in fase di preimpianto deve perlomeno comprendere alcuni dati indispensabili per fissare eventuali interventi correttivi. Fra questi si indicano:
­ granulometria (o tessitura: scheletro-sabbia-limo-argilla)
­ reazione (pH);
­ conducibilità;
­ calcare totale e attivo;
­ sostanza organica (C organico);
­ elementi principali scambiabili o assimilabili (N totale e da sostanza organica, P, K, S,Ca, Mg);
­ microelementi (almeno boro e ferro);
­ capacità di scambio cationico.
Alcuni indici si possono ricavare dai dati analitici ottenuti (per esempio rapporti tra elementi ­ C/N, Mg/K, Ca/Mg,).
Durante il ciclo produttivo si può ricorrere all’analisi fogliare o a quella peziolare, per verificare eventuali problemi nutritivi (carenze, eccessi o squilibri) osservati sulle parti vegetative (diagnosi fogliare e valutazione dello stato di salute delle piante) che a volte non si evincono con l’analisi del terreno.
Nella ricerca di informazioni finalizzate alla scelta delle tecniche di concimazione, la fase successiva da considerare è costituita dalle aspettative produttive, per qualità e per quantità, aspettative che per varie ragioni si tendono a mantenere costanti.
CONCIMAZIONE DI FONDO
Stabilite le esigenze del vigneto occorre procedere alle scelte che portano ad un piano di fertilizzazione, a partire dalla concimazione di fondo e all’eventuale ammendamento e correzione del terreno.
Le esigenze colturali della vite da vino prendono origine dalla stima delle asportazioni o perdite, che costituiscono la parte negativa del bilancio nutrizionale nonché la quantità di elementi minerali occorsi per ottenere la produzione (comprese le perdite vere e proprie). Un ottimo esempio di stima delle perdite rimane lo schema proposto dal prof. Fregoni

­ PERDITE ANNUALI DI ELEMENTI MINERALI
MACROELEMENTI IN KG/HA MIN MAX
Azoto                   15 90
Fosforo (P)          0 10
Potassio (K)       20 70
Calcio (Ca)       200 600
Magnesio (Mg) 15 100
Zolfo (S)             50 100
MICROELEMENTI G/HA MIN MAX
Boro (B)                 20 50
Manganese (Mn) 20 40
Rame (Cu)            30 60
Zinco (Zn)            40 65
Molibdeno (Mb) 10 20

Naturalmente i valori riportati in tabella sono indicativi anche se comprendono una ampia casistica che si riferisce a molti suoli coltivati a vite da vino. Pertanto le esigenze dovranno essere stabilite caso per caso.
Per quanto riguarda la concimazione di fondo e le relative pratiche di ammendamento e correzione, molti autori indicano le dosi normali e pongono dei limiti massimi

­ CONCIMAZIONE DI FONDO (in pre impianto)

CONCIME QUANTITA’MEDIA QUANTITÀ MASSIMA
TITOLO (T/HA)
Perfosfato semplice 18/20                   0,7 2,7
Perfosfato triplo 46                               0,3 1,2
Solfato di potassio 50                           0,8 1,5
Solfato di magnesio 27                         0,9 2,0
Solfato di potassio e
magnesio 22 + 8 ­                                      2,3
Scorie Thomas 12                                  1,3 4,2
Letame ­ ­                                                   60-­70
Ammendante Compostato misto     40-50

Dato che le differenze nella composizione dei terreni italiani nelle zone a vocazione viticola sono rilevanti, va da sé che il calcolo delle dosi deve essere accurato, in modo da non discostarsi dai normali rapporti tra i vari elementi.

CONCIMAZIONE DI PRODUZIONE (per ripristinare quanto asportato dall’uva prodotta nell’anno)
Per quanto riguarda la concimazione di produzione le scelte sono più complesse. Tuttavia tenendo conto che la vite da vino rispetto ad altre colture agrarie ha consumi sensibilmente inferiori, spesso alcuni interventi non sono necessari e in merito alla concimazione azotata, in particolare, in diversi studi è stato rilevato che gli apporti naturali sono superiori alla somma tra consumi e perdite. In tali situazioni è oppor­tuno intervenire solo per mantenere un livello adeguato di azoto nel terreno, ad esempio dopo piogge straordinariamente intense che possono causare dilavamento eccessivo ed erosione del suolo; Nei nostri terreni possiamo trascurare l’apporto del potassio in quanto già ricchi di questo minerale.
PRATICA DELLA CONCIMAZIONE: 4 aspetti
Quantità di concime
Qualità del concime
Epoca di distribuzione
Tecnica di distribuzione

Nella pratica della concimazione sono evidenziate le principali scelte che ovviamente vanno combinate allo scopo di ottenere o avvicinarsi al risultato atteso. Nell’ambito di ciascuna scelta le possibilità sono veramente tante per cui è sempre necessario tenere nel debito conto le informazioni ricavate in particolare quelle relative allo stato di salute delle viti, alle condizioni edafiche del terreno, agli obiettivi da perseguire e alle tipologie di conduzione economica dell’azienda. Come si può osservare queste quattro scelte per molti aspetti sono vincolate tra di loro. Per esempio: se si adotta la fertirrigazione come metodo principale di concimazione si è obbligati ad impiegare prevalentemente concimi idrosolubili e ad adottare epoche di distribuzione differenziate. Oppure se la conduzione è diretta e l’azienda ha dimensioni contenute si possono impiegare concimi semplici, piuttosto che complessi, perché hanno un costo più basso, si possono combinare con maggiore elasticità e il costo di distribuzione potrebbe non incidere come in una azienda di dimensioni maggiori (se effettuato dall’agricoltore). Come si intuisce gli scenari che si possono costruire sono veramente numerosi così come le soluzioni. In conclusione, occorre una attenta raccolta di informazioni che dia al viticoltore (insieme all’agronomo) gli strumenti per effettuare scelte efficaci.

­ APPORTI CONSIGLIATI AD ETTARO
Espressi come unità di elemento minerale
VIGNETI DEBOLI VIGNETI EQUILIBRATI VIGNETI VIGOROSI
AZOTO              50-­70                20-­40                                             0 (zero)
FOSFORO         20                      20                                                   20
POTASSIO       60­-80                60-­80                                             60-­80
MAGNESIO     20­-30                20-­30                                              20­-30

In tabella si distinguono tre gradi di vigoria del vigneto. Si deve, tuttavia, considerare che si potrebbero fare parecchie altre distinzioni, come per esempio quella sulla dotazione del terreno per singolo elemento fertilizzante, anche perché i rapporti, gli antagonismi e i sinergismi tra gli elementi nutritivi sono di estrema importanza. Quindi un piano di concimazione deve partire da una raccolta di informazioni precise relative al vigneto nel quale si opera, per passare poi ad effettuare le scelte che portino ad una fertilizzazione efficiente ed efficace.

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