La Barbera della Cantina Anna Bosco

cantina bosc

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Volevo rendervi partecipi della serata “monotematica” incentrata sulla Barbera di Castelvenere, che al di là della polemica sull’origine del vitigno, rappresenta una buona opportunità commerciale per le cantine del territorio telesino.

L a serata rende omaggio alla piccola azienda vitivinicola “Anna Bosco” che festeggia i suoi primi 40 anni  di attività, infatti è stata la prima cantina (la terza del sannio) di Castelvenere ad essere autorizzata all’imbottigliamento nel lontano 1974.

Oggi l’azienda è gestita dalla seconda generazione nella persona di Filippo Venditti, persona molto piacevole, un vero anfitrione; Filippo mantiene lo schema produttivo messo a punto dal papà con una piccola variazione del tema quando si tratta della Barbera Don Bosco.

Veniamo alla degustazione, molto interessante, gestita da Luciano Pignataro, da Pasquale Carlo e dalla nostra delegata A.i.s. Maria Grazia De Luca in modo impeccabile, ci hanno guidato e fatto capire le peculiarità del vitigno e del suo legame con il territorio a rappresentare in senso compiuto quello che i Francesi chiamano “Terroir”, ossia non si può avere questo risultato enologico se non ci rapportiamo a quella che è la zona pedoclimatica e le tecniche culturali del viticoltore “Castelvennese”.

cantina bosco vino armonico

I vini:

Armonico 2012: un colore che si discosta dal rosso per andare nel violaceo.

Al naso è una esplosione di frutta, rossa, nera (more-prugne), un floreale molto spinto sui profumi della rosa e del glicine.

In bocca conferma tutto il buono avvertito con l’olfatto, i tannini sono molto gradevoli e scivolosi, non restano in bocca, vino morbido, molto piacevole; il vino è ruffiano, fresco e fruttato,  diventa un’ottima alternativa ai rossi beverini che troviamo in giro. La gradazione alcolica è  decisamente in linea con quelle  che sono le tendenze attuali del mercato, alla ricerca di vini non troppo alcolici ma che abbiano carattere, alla luce delle recenti restrizioni dettate dal nuovo codice della strada. da bere a temperatura più basse rispetto al classico vino rosso, suggerirei 12-14 gradi.

 Abbinamenti: Una ottima alternativa all’ Aglianico, a volte troppo impegnativo, quando ci troviamo di fronte a primi piatti di terra o a dei secondi   di carne   più delicati: Paccheri al ragù napoletano- Parmigiana di melanzane alla napoletana- Pollo alla cacciatora.

Armonico 2011: ho preferito il 2012 perché in un anno si perde quel fruttato intenso, quella polpa fresca di frutta che è una peculiarità da enfatizzare per questo vitigno (analogia con il Lacrima Morra D’Alba), con il tempo si perde questa caratterizzazione,questa riconoscibilità.

Cambia tutto con la Barbera Don Bosco, una vendemmia tardiva che viene attuata quando il clima lo consente, quando ottobre non porta piovosità si può osare nel lasciare l’uva ancora su pianta, e quindi avere maggiore concentrazione zuccherina. Il risultato è che Il Don Bosco 2011, così prodotto, ha caratteristiche che si discostano dal “fratello minore”, ha una buona personalità, dal colore  impenetrabile (quasi nero!) con sfumature  aranciate. Al naso frutta rossa molto matura, prugna secca californiana e  un profumo della mia infanzia, le sorbole (sorbo, l’albero) mature, frutto in via di estinzione che in  tanti ne ignorano l’esistenza; vi è un floreale  spinto sui profumi della rosa un po’ appassita.  Molto Piacevole.

In bocca si confermano i sentori dell’olfatto,   in più una ciliegia spiritata immersa in un cioccolatino  (moncherì), con tannini ben estratti e ben fusi, morbidezza notevole, supportata da una buona acidità, quindi un bel equilibrio, una buona struttura. Grado alcolico: dai 16° mascherati con il 15° in etichetta.

Abbinamenti interessanti: Anatra all’arancia (la proposta della cena), Pecorini stagionati e  soprattutto fuori pasto (da ca…ggio).

In una degustazione alla cieca può passare per un Amarone di medio livello qualitativo ( sui 30-40 euro in enoteca) con un prezzo decisamente competitivo ( in cantina 8-9 euro)

Il Don  Bosco 2012, buon vino anch’esso, ma per la tipologia di vino necessità di ancora un po’ di affinamento in bottiglia.

La cantina utilizza per vinificare solo acciaio e vetro, il vitigno  può tranquillamente fare a meno del legno . Vi sono vitigni che non vanno violentati, ma rispettati, come nel caso del Piedirosso e della Barbera, vitigni che richiedono un buon lavoro in vigna e un’attenta vinificazione-macerazione per dare risultati ottimali. In questi casi il legno potrebbe togliere qualcosa e non aggiungere.

Consigliata la sua produzione per le piccole cantine che vogliono produrre vino rosso di immediata commercializzazione e non si possono permettere l’acquisto di barrique o tonneau.

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