IMU IN AGRICOLTURA

imu

Rispondo ad un quesito che mi è stato posto: Che IMU si pagherà in campo agricolo?

Il decreto relativo alla    seconda rata dell’Imu 2013 sugli immobili  è stato  varato dal governo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30 novembre.

La seconda rata Imu non è stata abrogata per i terreni agricoli posseduti e condotti da soggetti che non sono iscritti agli elenchi previdenziali Inps con la qualifica di coltivatori diretti o di imprenditori agricoli professionali;

Per le prime case e i terreni agricoli, anche se è stata abrogata la seconda rata dell’Imu, se il comune ha deliberato l’aumento delle aliquote dell’imposta rispetto a quelle “base”, entro il 24/1/14 si dovrà versare al Comune un importo determinato secondo le indicazioni del decreto (mini-Imu).

La prima rata dell’Imu 2013 dovuta sui terreni agricoli soggetti all’imposta era stata abrogata senza distinzioni per tutti i proprietari, e cioè a prescindere dal possesso di qualifiche soggettive.

Il decreto passato stabilisce che la seconda rata Imu non è dovuta per i terreni agricoli, nonché per quelli non coltivati, solo se posseduti e condotti da coltivatori diretti  e da imprenditori agricoli professionali  iscritti negli elenchi previdenziali dell’Inps.

Sono considerati agricoli  anche i terreni fabbricabili  sui quali persiste l’utilizzazione agro-silvo-pastorale  per l’esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura ed all’allevamento di animali: in tal caso, quindi, la seconda rata Imu non è dovuta..

Non va versata la seconda rata Imu sui terreni agricoli condotti da società agricole, sia di persone che di capitali, che abbiano la qualifica di Imprenditori agricoli professionali.

I terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell’art. 15 della L. n. 984/77, sono esenti dall’Imu sin dall’origine.

Sono esenti i fabbricati rurali a uso strumentale ubicati nei comuni classificati montani o parzialmente montani di cui all’elenco dei comuni predisposto dall’Istat (art. 9 del Dlgs. n. 23/2011).

Ricordiamoci che dopo la soppressione della prima rata, viene soppressa anche la seconda rata Imu per l’abitazione principale e relative pertinenze (esclusi i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, e cioè per le case di lusso).

Della soppressione beneficiano anche i fabbricati rurali a uso di abitazione principale da parte del proprietario e del suo nucleo familiare.

Per tutti gli immobili per i quali è stata soppressa la seconda rata Imu, il decreto  ha stabilito che qualora il comune abbia stabilito aliquote più elevate rispetto a quelle base , i contribuenti devono versare la differenza.

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