BIANCHIRPINIA 2012

bianchirpinia 2012

Seppure in ritardo mi preme    relazionare su questo evento a cui ho partecipato e che segna un ritorno, dopo 5 anni dall’ultima rassegna svoltasi ad Atripalda nel 2007, verso i vini bianchi di un territorio, quello irpino, tra i più importanti dell’ Italia enologica. La collocazione stagionale sarà un pò anomala, ma non è un caso perchè si vuole affrancare il “bere bianco” dalla stagione estiva in quanto è sì piacevole bere vini bianchi freschi-freddi  su piatti leggeri, quando il caldo si fa intenso, ma è altrettanto vero che bianchi strutturati ed eleganti, come quelli irpini, si prestano a bersi anche nel periodo invernale con zuppe, minestre ed altre pietanze non necessariamente estive.

Da non trascurare anche un aspetto tecnico-pratico: la temperatura ambientale (novembre) era la temperatura ottimale per la  degustazione  dei vini bianchi.

La degustazione è stata di tipo “orizzontale” ossia tante cantine da poter confrontare sulle stesse annate, 2010-2011, di vino Fiano di Avellino e di Greco di Tufo, in più una sezione dedicata agli altri bianchi prodotti in Irpinia: Coda di volpe, Falanghina e Greco musc’.

Vi parlerò solo dei vini che ho degustato, era umanamente impossibile degustare tutti gli 83 vini presenti mantenendo, lucido ed obiettivo, il giudizio.

Ho seguito una scaletta di degustazione un pò più più razionale, per me, rispetto a quella prevista dall’ organizzazione: in primis Falanghina seguita dalla Coda di volpe, quindi il Greco musc’, il Fiano di Avellino ed a chiudere il Greco di Tufo.

La Falanghina è il vitigno a bacca bianca più presente in Campania, i territori più vocati sono la provincia di Benevento con le sottozone: Taburno, Guardia Sianframondi, Sant’Agata dei Goti e Solopaca; I Campi Flegrei, in provincia di Napoli, sulla fascia costiera. Da alcuni anni si coltiva, con buoni risultati in termini di struttura e mineralità , in Irpinia oppure  vinificano uve provenienti dall’areale sannita.

Cantina Donnachiara Falanghina del Beneventano 2011: Cantina che nonostante vinifichi, in proprio da soli 7 anni, ha già raggiunto risultati notevoli soprattutto con il Taurasi che compare nella prestigiosa top list 2012 di Wine Spectator, la sua Falanghina si presenta alla vista cristallina, ottima vivacità, al naso: uva spina, ciliegia sottospirito, mela, banana; al gusto una freschezza notevole ti avvolge, accompagnata da una buona sapidità. PT.80

Cantina Terredora Irpinia Falanghina 2011: Una Falanghina più consistente, declinata diversamente, notevole freschezza bilanciata da note morbide che consentirà di berla anche tra qualche anno. PT.82 

Passiamo al vitigno ” Coda di volpe”, il cui nome deriva dalla forma del grappolo che ricorda la coda della volpe, molto diffuso in tutta la Campania, usata in passata negli uvaggi perchè, essendo basso di acidità, stemperava le forti acidità della Falanghina e soprattutto del Greco, inoltre conferiva aromi di pera matura, di frutta secca, cereali.

Oggi si vinifica anche  in purezza a dare vini agili, con aromi originali, buone gradazioni alcoliche, moderata acidità e salinità, rappresenta una tipologia di vini che ha ragione di esserci in relazione a certi piatti che la nostra cucina campana propone: baccalà con patate, insalata di rinforzo, zeppolette di alghe ecc…

Cantina Donnachiara Irpinia Coda di volpe 2011: Colore chiaramente più carico rispetto alla Falanghina, note orizontali poco intense di fiori e frutta, sentori gustativi originali ma poco persistenti.  PT.72

Cantina Vadiaperti Irpinia Coda di volpe Torama: Cantina che esprime un ottimo Fiano, con la Coda di volpe si orienta sul legno che conferisce un colore giallo dorato al vino con sentori di burro, vaniglia, nocciola a mortificare gli aromi più tipici del vitigno, comunque il vino risulta fresco con un finale un po’  amorognolo. PT.73

Il vitigno Greco musc’ detto anche Roviello bianco, si coltiva solo nelle zone di Bonito, Mirabella Eclano e si deve  alla Famiglia Lonardo la sua valorizzazione, altrimenti sarebbe andata persa un’altra varietà autoctona della nostra Campania.

Cantina Contrade di Taurasi Greco Musc’ 2011: Legno evidente, camomilla, miele, fiori gialli, un vini chardonnizzato, ben costruito, preferibile berlo tra un paio di anni. PT. 80

Il vitigno Fiano di Avellino è tra i grandi bianchi autoctoni d’ Italia, l’ uva è ricca di Terpeni e quindi sentori floreali, ma il vitigno esprime il meglio con l’evoluzione (2 e + anni) che gli conferisce timbri tostati di nocciola, castagna, mineralità di fumè, pietra focaia, di iodio. Un vino che può fare compagnia ai grandi bianchi di Riesling, Chablis.

Cantina del Barone Fiano di Avellino Particella 928- 2011: Sembra un Riesling Renano, note tostate molto fini, elegante, un bambino dalle grandi prospettive. PT. 87

Cantina Colli di Lapio Fiano di Avellino 2011: Naso importante, complesso, frutta gialla, fiori, note leggermente tostate, freschezza infinita in accordo con l’evidente morbidezza e struttura.  PT.90

Cantina Feudi di San Gregorio Fiano di Avellino Pietracalda 2011: Un crù per l’azienda di Sorbo Serpico, un vino che ha una sua collocazione precisa, il modello è quello francese, ben eseguito, uso di legno e quindi burro, miele,tostati; il vino entra con una dolcezza evidente ed esce fresco, sapido; buona struttura. PT.88

Cantina Picariello Ciro Fiano di Avellino 2011: Una grande mineralità, una grande freschezza che gli assicurerà tanta vita anche grazie al gran corpo e grado alcolico. Finale lunghissimo. PT.90

Cantina Mastroberardino Fiano di Avellino Radici 2011: Una grande cantina che conferma la sua attenzione verso il vitigno che ha fatto conoscere al mondo fin dagli anni ’70, il vino è dotato di equilibrio e complessità olfattiva con tanti sentori ben armonizzati a dare un bouquet elegante, acidità vivissima, finale lungo. PT.88

Cantina Pietracupa Fiano di Avellino 2011: è un Fiano classico, pulito, sentori spostati sul floreale, buona personalità. PT.88

Tenuta Sarno 1860 Fiano di Avellino 2011: Banana, frutta esotica, mela sono le nuances che lo caratterizzano, equilibrato nelle componenti dure e morbide, lascia intravedere un’ottima evoluzione. PT. 90

Terredora Fiano di Avellino Terre Dora 2011: Buon frutto, agrumato, floreale, erba tranciata, buona freschezza, compitino ben svolto. PT.83 

Vadiaperti Fiano di Avellino 2011: Note dolci di farina di castagne che ben si integrano con la brillante vivacità. PT.84

Villa Raiano Fiano di Avellino Alimata 2011: Vino dall’ottimo equilibrio olfattivo e gustativo, già pronto ma che può gratificarci anche nel tempo. PT.88

Villa Raiano Fiano di Avellino Ventidue 2011: Meno elegante rispetto al primo e con un finale un pò troppo amarognolo. PT. 80

Il vitigno Greco di Tufo ha una areale molto piccolo che comprende otto piccoli comuni, che hanno in comune il fiume Sabato, la presenza di pendii anche ripidi, i terreni argillosi-calcarei di origine vulcanica e la ricchezza minerale del sottosuolo. Il vino che ci consegnano è caratterizzato da una acidità evidente, una mineralità con note di pietra focaia e note terrose; è un vino un pò scontroso che dà il meglio con l’invecchiamento quando emergono le note di miele, pesca, albicocca, frutta secca.

E’ sicuramente un vitigno molto difficile da coltivare e da vinificare, ma ha delle grandissime potenzialità.

Cantina Bambinuto Greco di Tufo Picoli 2011: Una giovane cantina di Santa Paolina che ci dà un vino ben strutturato ma ci aspettiamo di più da una materia prima di qualità. PT.78 

Cantina Dell’Angelo Greco di Tufo 2011: Siamo su di un’ottima interpretazione del vitigno, il 2010 ci aveva convinto di più. PT. 85

Cantina Di Marzo Greco di Tufo Scipio 2011: Notevole passo in avanti con questa versione del Greco, è evidente che  nel caso di questo vitigno , il cui mosto è molto sensibile all’ossidazione, utilizzare una pressa sottovuoto aiuta non poco nel trasferire al vino la grande freschezza-fragranza  e la struttura delle uve. PT. 85  

Cantina Di Prisco Greco di Tufo 2011: Un Greco non all’altezza dei migliori, ma che comunque ci regala un buon bere. PT. 78

Cantina Donnachiara Greco di Tufo 2011: E’ un vino che si gioca tutto sulla grande acidità, ci saremmo aspettati anche altro. PT.77 

Cantina Ferrara Benito Greco di Tufo Vigna Cicogna 2011: E’ sicuramente una interpretazione classica del vitigno, il vino è penalizzato dall’età, andrebbero degustate annate 2006, 2008 per avere più emozioni. PT.86

Cantina Feudi di San Gregorio Greco di Tufo Cutizzi 2011: Per questa cantina il vitigno è un mezzo per fare un ottimo vino, ma si sgangia, si affranca dal territorio, chiaramente una cantina dai grandi numeri cerca di creare un prodotto che possa competere nei mercati internazionali dove il nome Irpinia piuttosto che Campania non suscita nessuna emozione. PT. 87

Cantina Rocca del Principe Fiano di Avellino 2010: Ottima la scelta di commercializzare il Greco di Tufo dopo l’anno, il vino risulta più equilibrato, più complesso, si da tempo ad alcune sostanze (norasoprenoidi) di liberarsi e di completare il corredo aromatico di questo grande vitigno.

Auspicabile creare per il Fiano di Avellino ed il Greco di Tufo oltre la versione dell’annata, una versione “Riserva” da commercializzare dopo 1-2 anni di affinamento in vetro o acciaio per consentirci di cogliere appieno l’essenza di questi grandi vini.

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