Indennità all’Affittuario di un fondo agricolo

Ai sensi dell’art. 16 della Legge 203 del 1982 il coltivatore diretto ha il diritto di percepire un’indennità per i miglioramenti apportati al fondo solamente se tali miglioramenti siano stati autorizzati preventivamente dal proprietario concedente o, in mancanza, dall’Ispettorato provinciale per l’Agricoltura. Va precisato inoltre che il consenso del concedente può anche essere tacito ma deve pur sempre precedere l’esecuzione dei miglioramenti. Un assenso successivo, infatti, non vale a far venir meno l’illiceità della condotta dell’affittuario che, in tal caso, non avrà diritto a percepire alcuna indennità per le migliorie apportate.

Sul punto si è anche pronunciata la Suprema Corte che nella sentenza n. 17772/05, pur avendo escluso che il consenso successivo possa far venir meno retroattivamente l’illiceità della condotta, ha tuttavia rilevato come lo stesso potrebbe semmai precludere conseguenze pregiudizievoli al coltivatore, come ad esempio la risoluzione del contratto per inadempimento.

In conclusione nessuna indennità per le migliorie apportate al fondo è dovuta al conduttore in mancanza di preventiva autorizzazione

all’ esecuzione dei miglioramenti, non potendosi qualificare il serbato silenzio come consenso tacito preventivo.

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