AGRICOLTURA BIOLOGICA

Molti amici mi chiedevano dei prodotti da Agricoltura Biologica ed in particolare dei vini, ebbene, come ho già fatto presente, dallo scorso marzo la comunità europea ha legiferato sui vini biologici, e quindi si può riportare in etichetta la dicitura di vino biologico se nel corso del processo di vinificazione ci si attiene a quanto previsto dal regolamento europeo, prima si poteva  riportare solo la dicitura: “vino ottenuto da uve coltivate con metodo biologico“; quindi abbiamo regole sia per la coltivazione delle uve che per la produzione dei vini. Del  regolamento sulla produzione dei vini biologici ne abbiamo già parlato in un articolo precedente ora trattiamo in senso ampio di Agricoltura Biologica : è un metodo di produzione definito e disciplinato a livello comunitario dal Regolamento CEE 2092/91, e a livello nazionale dal D.M. 220/95.

In agricoltura biologica non si utilizzano sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere), nè Organismi Geneticamente Modificati (OGM). Alla difesa delle colture si provvede innanzitutto in via preventiva, selezionando specie resistenti alle malattie e intervenendo con tecniche di coltivazione appropriate come, per esempio:
• la rotazione delle colture, si evita di coltivare per più stagioni consecutive sullo stesso terreno la stessa pianta. In questo modo, da un lato si impedisce ai parassiti di trovare l’ambiente favorevole al loro proliferare, e dall’altro si utilizzano in modo più razionale e meno intensivo le sostanze nutrienti del terreno;
• la piantumazione di siepi ed alberi, che ricreano il paesaggio, danno ospitalità ai predatori naturali dei parassiti e fungono da barriera fisica a possibili inquinamenti esterni;
• la consociazione, che consiste nel coltivare contemporaneamente piante diverse, l’una sgradita ai parassiti dell’altra.

In agricoltura biologica si usano fertilizzanti naturali come il letame ed altre sostanze organiche compostate (sfalci, ecc.) e sovesci, ossia si incorporano nel terreno piante appositamente seminate, come trifoglio o senape.
In caso di necessità, per la difesa delle colture si interviene con sostanze naturali vegetali, animali o minerali: estratti di piante, insetti utili che predano i parassiti, farina di roccia o minerali naturali per correggere struttura e caratteristiche chimiche del terreno e per difendere le coltivazioni dalle crittogame.
Qualora fosse necessario intervenire per la difesa delle coltivazioni da parassiti e altre avversità, l’agricoltore può fare ricorso esclusivamente alle sostanze di origine naturale espressamente autorizzate e dettagliate dal Regolamento europeo (con il criterio della cosiddetta “lista positiva”).

Requisiti e specifiche di prodotto
Gli ingredienti dei prodotti alimentari etichettati e venduti come biologici devono essere certificati bio almeno per il 70% (la percentuale si riferisce al totale degli ingredienti di origine agricola ed esclude acqua, sale, additivi ammessi, ecc.).
Si possono utilizzare ingredienti convenzionali solo se rientrano tra quelli previsti dal Reg CE 2092/91 in una apposita lista positiva ristretta, e se i corrispondenti ingredienti bio non sono disponibili in quantità sufficiente sul mercato comunitario (es. zucchero di barbabietola, fruttosio, organismi acquatici diversi dai prodotti dell’acquacoltura, olio di girasole, ecc.)
La commercializzazione di prodotti ottenuti con materie prime in conversione all’agricoltura biologica è possibile solo per i prodotti con un solo ingrediente.
Sono ammessi, inoltre, solo additivi, eccipienti e coadiuvanti tecnologici ritenuti innocui dalla commissione UE (es. acido citrico, acido ascorbico, farina di semi di carrube, ecc.), indicati in liste apposite.
Tra gli aromi è ammesso esclusivamente l’impiego di  sostanze aromatizzanti naturali o preparazioni aromatiche naturali.
E’ vietato l’impiego di coloranti di sintesi, additivi non blandi e, comunque, qualsiasi ingrediente (anche proveniente da agricoltura convenzionale) ottenuto o derivato da OGM.
Quando il contenuto in ingredienti bio è compreso tra il 70 e il 95% è necessario riportare in etichetta la percentuale esatta di ingredienti certificati e precisare la loro tipologia nella lista degli ingredienti (normalmente viene utilizzato un segnale di richiamo in prossimità degli ingredienti certificati).
I prodotti che possono vantare una percentuale superiore al 95% non devono riportare la % di ingredenti bio ed è concesso loro di applicare un apposito logo e label UE.
Requisiti di processo
Gli impianti di trasformazione, magazzinaggio e condizionamento devono essere in grado di garantire che la lavorazione dei prodotti da agricoltura biologica avvenga separatamente da quelli convenzionali, e di permettere la chiara identificazione e rintracciabilità delle materie prime e del prodotto finito.
Il termine “biologico” deve essere sempre correlato al metodo di produzione agricolo.
E’ vietato indicare in etichetta “prodotto biologico”.
L’indicazione corretta è  “prodotto/ingrediente da agricoltura biologica” o, nei casi previsti, “in conversione all’agricoltura biologica”.
Nella etichettatura e nella pubblicità non devono contenere affermazioni che suggeriscano all’acquirente che il metodo biologico costituisce garanzia di qualità organolettica, nutritiva o sanitaria superiore.
I requisiti più significativi da rispettare ai fini della conformità alla normativa del biologico (Reg. CEE 2092/91 e successive modifiche ed integrazioni) sono:
–       qualifica dei fornitori biologici (che devono dimostrare la certificazione di conformità al metodo di produzione biologico rilasciata dall’ente di riferimento)
–       controlli al ricevimento dei prodotti biologici (possibili attraverso i codici di controllo nelle etichette per il prodotti confezionati, indicazioni obbligatorie nel DDT, certificati di lotto/partita)
–       separazione dei 2 cicli produttivi, biologico e convenzionale (cautela e prevenzione rispetto alle contaminazioni), compresa la fase di trasporto.

–       analisi presso laboratori SINAL che operano con metodi analitici a elevata sensibilità (limite di determinazione < 10 ppb)
–       gestione delle non conformità (come si comporta l’operatore verso il proprio fornitore qualora la partita consegnata sia risultata positiva all’analisi)

In ogni caso devono essere adottate tutte le precauzioni tese ad evitare la convivenza del biologico con prodotti trattati in post raccolta (es vinclozolin su kiwi / difenile su  arance), rimescolamenti tra prodotti convenzionali e biologici

Vedi: Reg. CEE 2092/91 art. 1,5  e allegato I parte C, allegato III parte C, allegato VI 
Grossisti e negozianti
Il Reg. CE 328/04
ha imposto l’obbligo di assoggettamento al sistema di controllo a tutti gli operatori che commercializzano prodotti biologici (grossisti, distributori, ecc.).
Sono esentati da questo obbligo (D.M. del 7 luglio 2005) solo i negozianti che vendono prodotti confezionati ed etichettati direttamente all’origine.

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