la Razza Podolica è di casa a Pescopagano

Riceviamo e pubblichiamo un report di un amico di Pesco Sannita.

27 luglio 2012, La festa della Podolica a Pescopagano.
Un amico di S. Andrea di Conza, Franco T., qualche mese fa, ci aveva parlato di una festa molto particolare che si svolge a Pescopagano (PZ) il 27 e 28 luglio: la festa della Podolica.
L’altra sera (27/07/) siamo partiti in tre da Benevento: Pasqualino, Mimmo ed io; il gruppo doveva essere più numeroso, ma si sa, spesso ci si perde per strada…
Abbiamo scelto il percorso più comodo e che si è rilevato poi il più veloce: l’Ofantina, la stradapozzodisanpatrizio, che per fortuna tutta meridionale, conduce da qualche parte!
La si imbocca comodamente da Avellino-Est e, costeggiando il versante nord-orientale dei Monti Piacentini la si percorre per una sessantina di chilometri fino allo svincolo per S. Andrea di Conza.
Dopo una decina di chilometri di curve, tutti in salita, (si raggiunge quota 950 msl) appare il”Plescum” ‘, la roccia edificata di Pescopagano. Il resto del paese è ancora nascosto e viene fuori solo dopo un’altra serie di curve delimitate dalle prime case. Il primo vero benvenuto è Piazza Vittoria; un ampio affaccio panoramico aperto da nord a sud sull’Ofanto, il fiume campano-lucano-pugliese che sfocia nell’Adriatico, a nord di Barletta. Franco ci aspettava vicino alla monumentale e ottocentesca fontana che chiude,da un lato, la piazza.
Subito ci si siamo avviati verso la festa, “distribuita”lungo le strade e stradine del centro storico.
C’era poca gente,dovuto forse al fatto che fosse venerdì; un po’ di disorganizzazione nella gestione degli stands, ma l’atmosfera cordiale e tranquilla ci ha fatto sentire a nostro agio. Un mondo autentico, quindi raro, costituito da persone che credono ancora nei frutti della propria terra!
Tutti erano orgogliosi della festa della Vacca Podolica che, con il suo manto bianco, faceva capolino in un recinto allestito per l’occasione.

Franco ci ha presentato un imponente e giovane allevatore dallo sguardo acuto, orgoglioso del suo lavoro e pieno di entusiasmo per il futuro!
Finalmente siamo entrati nel vivo della sagra: cavatelli con olio, peperoni cruschi  e molliche di pane (il formaggio della povera gente), cosciotto arrosto e bistecca, tutto rigorosamente podolico quindi gustoso e anche tenero; le carni infatti avevano una buona frollatura. Infine sua eccellenza il Caciocavallo Podolico! Questo gustosissimo formaggio è diventato cosi familiare alle nostre orecchie e al nostro palato che immaginiamo una produzione diffusa e cospicua. In molti negozi di prodotti tipici, difatti, la sua foma così caratterizzante fa capolino tra i tanti prodotti spesso tipici “sui generis”. La realtà è diversa e Pescopagano ne è l’esempio!

Podolica, L’origine della Sua Camminatrice la Vacca, è antichissima, ma fino a qualche anno fa il suo preziosissimo “frutto”aveva subito il destino di tutti i prodotti della cultura appenninica meridionale: essere soppiantati dalla cultura alimentare industriale che uniformò produzione e sapori a partire dagli anni sessanta, “formando” il gusto delle persone con massicce campagne pubblicitarie.
I produttori agricoli si uniformarono da subito al nuovo pseudo-sviluppo, abbandonando tecniche colturali, prodotti autoctoni e tradizioni tramandati da secoli.

Solo pochi “sacerdoti” della tradizioni hanno conservato e tramandato, continuando a lavorare in silenzio e spesso oggetto di critiche dei “progressisti” per il loro conservatorismo. Oggi, grazie alla loro tenacia, la cultura contadina meridionale può mostrare ancora gioielli e preziosità.
Il Caciocavallo di Pescopagano è uno di questi!
La nostra serata si è conclusa tardi, nonostante i tempi lunghi per il rientro.
In compagnia di Franco , del vicesindaco e consorte, abbiamo visitato tutto il centro storico. Esso è ben conservato sopravvivendo ad alcuni restauri alla moda, aggressivi e retorici dove si vuole il vecchio ad ogni costo!
Ci sono palazzi notevoli, come la sede della pioneristica banca di Pescopagano (dopo l’unità d’Italia qui si fondò una banca!) un edificio tardo-ottocentesco dalle linee classicheggianti con portali in pietra lavorata secondo la tradizione locale. E’ proprio il portale l’elemento architettonico che caratterizza tutto il centro storico; esso da monumentalità e tratti di originalità a molti edifici, con forme raffinate e ricercate.

Un’altra particolarità autoctona è il Giano Bifronte incastonato in un androne corredato da una scritta in latino. Esso ha dato vita a tutta una letteratura locale sul suo significato e sul perché a Pescopagano.
Il Giano avrà sicuramente ispirato lo scalpellino di un portale molto originale, dove due facce in pietra, tagliate di profilo, spuntano dalle due imposte dell’arco e guardano di sbieco i passanti.
La nostra visita è durata una serata, ma non ci è sfuggito il forte “carattere”di Pescopagano dove si respira un’aria asciutta ed autentica non ancora annientata dalla cultura del centro-commerciale che avanza nel fondo valle.

Giandomenico Inglese.

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