Dentifricio al vino?

Fino ad ieri si parlava solo di  resveratrolo, molecola di cui è ricco il vino rosso e che vanta capacità anticancerogene, poi si è passati al piceatannolo, parente stretto del resveratrolo che aiuta a bruciare i grassi, ora l’ultima scoperta arriva da una ricerca dal titolo “Azione antibatterica del vino rosso e del vino bianco contro i patogeni orali”, frutto del lavoro delle Università Aldo Moro di Bari e La Sapienza di Roma, e rivela come il vino, in questo caso due etichette di Cantine Due Palme (siamo in Puglia, Cellino S.Marco), Selvarossa, prodotto da uve Negroamaro e malvasia nera, e Anthea, una Falanghina, aiuti a prevenire le carie.

Il gruppo di ricerca, guidato dai professori Felice Roberto Grassi di Roma e Gianni Nardi di Bari, con i collaboratori Andrea Ballini, Stefania Cantore e Biagio Rapone, ha scoperto come in alcuni alimenti e bevande, tra cui il vino, sono contenute sostanze, appartenenti alla famiglia dei polifenoli, che possiedono attività inibente il processo di adesività batterica alla superficie dentale, responsabile della carie. In soldoni, queste sostanze della famiglia dei polifenoli possono prevenire il fastidiosissimo problema delle carie andando a esercitare un’azione di prevenzione della salute del cavo orale. Certo, questo non vuol dire che prima di andare a letto al posto del collutorio faremo gli sciacqui con il vino rosso, ma chissà che un dentifricio al Sangiovese o al Sagrantino non prenda presto il posto del “solito” dentifricio alla menta o al fluoro.
“La carie è una patologia dei tessuti duri del dente – spiega  uno dei ricercatori, Andrea Ballini – e con la nostra ricerca abbiamo scoperto come i vini, tolta la componente alcolica, contengono delle sostanze che inibiscono e addirittura distruggono parte dei batteri patogeni a livello del cavo orale,  più plausibile la prima ipotesi visto che è acclarata l’azione inibente dei tannini sulle proteine e quindi sugli enzimi che sono il braccio armato dei batteri: quindi un bicchiere di vino al giorno toglie il dentista di torno. E chissà che dai principi attivi scoperti nel vino non nascano davvero un dentifricio, un collutorio o persino delle gomme da masticare, non sarebbe certo una cosa fuori dal mondo …

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