IL VINO IN ITALIA

Ieri sera, 16 marzo 2012, presso la sala conferenza del ristorante “La Pignata”, a Benevento è stato presentato il libro Il Vino in Italia , scritto da SLAWKA

SCARSO,  esperta e docente di Marketing del vino.

Slawka comunica il vino da un bel pò di tempo al punto da essere diventata una “opinion leader” del settore. Io ho avuto il piacere di conoscerla, in occasione del suo intervento, come docente, al corso di perfezionamento in Wine Business tenutosi a Fisciano presso l’Istituto di Economia dell’Università di Salerno.

Onore al Prof. Giuseppe Festa, direttore del corso, che tra i tanti relatori di prestigio arruolati per il corso, ci ha regalato, a noi corsisti, questa figura che complice anche la sua grazia e   pacatezza, ha parlato del vino con una competenza sorprendente ed una leggerezza che è  ben riposta quando si parla di enologia. Un atteggiamento decisamente in antitesi a quello assunto dai tanti tromboni, guru della comunicazione,  che straparlano senza avere titoli nè

accademici e nè acquisiti sul campo, ma vengono continuamente legittimati allorquando vengono invitati ai convegni e manifestazioni enologiche.
L’autrice del libro ha collaborato per tante guide di vini, dove lei degustava e valutava al buio senza conoscere i produttori ed i territori di produzione, chiaramente questo dava rigore scientifico alla pubblicazione perchè i giudizi non venivano influenzati, però in Slawka è scattata la voglia di conoscere i personaggi che stavano dentro o dietro a quel determinato vino.

Ha voluto conoscere le vigne , ha voluto calpestarne la terra, ed infatti i suoi 100 produttori li ha selezionati in base ai suoi ricordi di degustatrice e per avere una storia, ossia ha preferito cantine a gestione familiare, dove il vino non rappresenta solo business ma si ritrova anche l’anima, l’essenza della natura, perchè non bisogna dimenticare che nella bellezza di un territorio vi sarà quasi sempre una vigna a donarci un ordine schematico, quasi freddo, ed un calore donato dai  colori caggianti  della sua vegetazione.

Su 100 aziende ben quattro sono sannite: Fontanavecchia di Libero Rillo, Torre a Oriente di Patrizia Iannella, Fattoria La Rivolta  di Paolo Cotroneo, quindi area Taburno, la quarta, area telesina, Antica Masseria Venditti di Nicola Venditti.

Non vi è dubbio che questo è un riconoscimento della realtà enologica  sannita che non può più considerarsi il vigneto della Campania solo per la quantità di uva prodotta (circa il 60% dell’intera produzione regionale) , ma anche per la qualità, che ormai sta raggiungendo gli standard  dell’irpinia.

La strada da percorrere è ancora tanta ma siamo avviati verso un buon viatico, a conferma di ciò gli interventi del presidente e direttore del consorzio del

l’ Aglianico del Taburno che in piena euforia (da vino) ci hanno annunciato l’ ufficializzazione della DOCG Aglianico del Taburno Rosè, a giorni in commercio dopo la presentazione ufficiale presso il Vinitaly di Verona (25-28 marzo), primo rosè in Italia ad avere questo riconoscimento.

La presentazione , moderata da  Billy Nuzzolillo e Sandro Tacinelli,  ha visto  anche gli interventi appassionati del fiduciario della condotta slow food valle telesina e del delegato A.I.S. di Benevento Maria Grazia De Luca.

3 commenti

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3 risposte a “IL VINO IN ITALIA

  1. Angelo, che gioia leggere le tue parole! Grazie di cuore! A presto e in bocca al lupo per tutto!

  2. AD MAIORA my friends !!! Per aspera ad astra !!

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