BARBERA DI CASTELVENERE

Mio cognato l’altro giorno (DOMENICA) mi ha omaggiato di una bottiglia di Barbera di Castelvenere delle cantine Vigne Sannitiche.
Regalo gradito che ho immediatamente consumato avendo in tavola dei ravioli, fatti da  mia moglie, allo spek e parmiggiano (stagionato 30 mesi)  con salsa da braciolette (involtini al nord) ripiene alla napoletana, uva appassita e pinoli.
Abbinamento perfetto, il vino è stata una piacevole sorpresa: il colore molto intenso, è una barbera! checchè ne dica Venditti, impenetrabile,
un colore che si discosta dal rosso per andare nel violaceo, è un 2008.
Al naso è una esplosione di frutta, rossa, nera (more-prugne), un floreale molto spinto sui profumi della rosa e del glicine. Piacevolissimo.
In bocca conferma tutto il buono avvertito con l’olfatto, i tannini sono molto gradevoli e scivolosi, non restano in bocca, vino morbido, molto beverino . Progetto ben eseguito, non poteva essere diversamente conoscendo il lavoro di Angelo Pizzi, grande enologo mai domo, grande sperimentatore a cui dobbiamo molto noi sanniti, grazie a lui siamo usciti dall’era  preistorica dell’enologia negli anni ottanta-inizio novanta.
Ottima la decisione della cantina di affidarsi a Pizzi, dopo l’ esperienza con un enologo “straniero”, chi meglio di lui conosce il territorio ed i vitigni autoctoni beneventani.
Tornando al vino ho parlato prima di progetto e di sperimentatore e non a caso, perchè io penso, attendo magari di essere smentito, che per ottenere questi  sentori, questo colore, questo gusto, una parte del vino è stata vinificata con macerazione carbonica, e poi assemblata con vino da classica vinificazione in rosso. Il risultato è buono , il vino è ruffiano e diventa un’ottima alternativa al “nostro onnipresente” (e meno male) Aglianico.
La Cantina Vigne Sannite di Castelvenere raccoglie le uve dei soci per trasformarle nei  vini a marchio Vigne Sannite.
La selezione di vitigni autoctoni e il rigido disciplinare produttivo permettono ai vini  di fregiarsi della Denominazione di Origine Controllata e dell’Indicazione Geografica Tipica, garantendo un giusto rapporto qualità/prezzo per i consumatori . Vigne Sannite produce vini IGT e DOC: Aglianico, Piedirosso, Falanghina, Greco, Coda di Volpe, Fiano, Novello beneventano, Moscato passito. Vini speciali: Agostinella e Essentia. Inoltre, Spumante Extra Dry.
Barbera di Castelvenere Vigne Sannite 2008
Grado alcolico                  12,5
Abbinamento:  Carne alla pizzaiola, Baccalà in umido con pomodoro
Prezzo in enoteca circa 8 euro
Punteggio                             84/100
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4 commenti

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4 risposte a “BARBERA DI CASTELVENERE

  1. Mario

    …checchè ne dica Venditti, questa non l’ho capita…forse si allude all’enologo dell’Antica Masseria Venditti che è stato il primo ha imbottigliare la barbera del sannio come Doc Sannio ed il primo ad aver intuito che sarebbe stato un grande vino e che avrebbe fatto discutere per le sue origini?! Chi meglio di lui conosce questo vitigno e la sua terra, dobbiamo averne rispetto per il suo coraggio e tanto di cappello per il continuo promuovere il suo territorio e il suo vino.
    Non capisco che c’entra in questo post se non è il suo vino ad essere degustato! Degusti il vino ultrapremiato di Venditti e noterà sapori e profumi diversi dal Barbera, infatti il suo marchio registrato è Barbetta da una vigna di 40 anni. La invito a degustare più attentamente un barbera del nord e uno del sud. Evidentemente il vino da lei bevuto deriva da un altro vitigno. Saluti Mario, sommelier AIS

    • Per me Venditti è un grande, grande enologo e ancora più grande comunicatore ed i risultati lo testimoniano.
      E’ PARTITO IN QUARTA senza conoscere il senso del riferimento, la fine dei blog avverrà (perchè avverrà) perchè spesso si è prevenuti, spesso si è in malafede, spesso si è prezzolati, o spesso si URLA e basta.
      Il mio riferimento a Nicola ( e ribadisco è da me stimato ) è sull’origine della barbera sannita, si fidi è una barbera, chiaramente il vino che vien fuori è diverso, perchè lei sicuramente saprà, incide il Terroir, e non mi permetterò di esplicitarglielo, me ne guarderei bene.
      Lei pensa che un Sangiovese allevato in toscana dia un vino uguale ad uno prodotto in emilia-romagna, o piuttosto in campania? Viva il vino e chi lo vuole bene!

      n.b. Se ha la pazienza e la voglia svogli il mio blog troverà un’ottima recensione sulla Barbera di Venditti,
      avevo anche parlato di vitigno autoctono, ma documentadomi……,

  2. Giordano

    chi potrebbe aiutarmi a capire se la mia è una Barbera del sannio?

    • Potresti rivolgerti, a Portici, presso l’istituto di coltivazioni arboree dove vi è una Dottoressa molto esperta in ampelografia campana, ed è molto disponibile. Basterà portare un apice vegetativo con annesse alcune foglie.

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