Taurasi, vendemmia 2008 (già Anteprima Taurasi)

Tanti vini in degustazione, anche di annate diverse. Un totale di 61 vini appartenenti a diverse denominazioni: Irpinia campi taurasini Doc, Irpinia aglianico Doc, Campania aglianico Igt, Taurasi Docg, Taurasi Riserva Docg. Tanti vini a rappresentare quasi tutti i produttori del territorio, 36 cantine presenti.

Tra i grandi mancava solo la Cantina di Antonio Caggiano che ha disertato la manifestazione perchè in disaccordo con l’organizzazione che ha spostato l’evento da Taurasi a Montemiletto. E come dargli torto! La dislocazione dell’evento è stato un po’ come se si facesse una retrospettiva di “Barolo” a La Morra e non nel paese Barolo, o quella sul “Brunello di Montalcino” a San Quirico d’Orcia e non a Montalcino, o l’evento sul “Sagrantino di Montefalco” fosse a Mercatello e non a Montefalco. Una cosa però nell’evento è avvenuta e che avrebbe fatto molto piacere al “profeta” Antonio Caggiano: la divisione del territorioTaurasi” in sottozone che per la prima volta compare per iscritto.

SOTTOZONE:

  • Quadrante Nord-Riva Sinistra: Venticano, Pietradefusi, Torre le Nocelle
  • Versante Ovest-Le Terre del Fiano: Montemiletto, Montefalcione, Lapio, San Mango sul Calore
  • Valle Centrale-Riva Destra: Taurasi, Mirabella Eclano, Luogosano, Bonito, Fontanarosa, S. Angelo all’Esca
  • Vesante Sud-Alta Valle:  Castelvetere sul Calore, Montemarano, Castelfranci, Paternopoli

Sono queste, dunque, le zone per offrire a noi degustatori un quadro completo, per una migliore interpretazione dei vini (Questo lavoro è stato svolto dall’Assoenologi Regione Campania presieduta dal Dr. Di Meo).

Caggiano sono anni che sostiene questa iniziativa, perchè comprendere 17 comuni in un’unica denominazione è pura follia: per condizioni pedo-climatiche così diverse è inevitabile avere vini diversi. Questo non è volto a fare un distinguo tra Taurasi e “gli altri”, ma per dare al consumatore la possibilità di conoscere le tante zone e di operare una scelta consapevole. I vini ottimi ed eccellenti verranno fuori da tutte le sottozone, però avranno qualche differenza.

Passiamo alla descrizione dell’annata 2008 dal punto di vista meteorologico. La stazione meteo di Mirabella Eclano ci dice che l’inverno è stato moderatamente freddo e poco piovoso, poche giornate di freddo intenso, concentrate nella fase centrale di febbraio. Primavera mite e regolare con piovosità diffusa nel mese di marzo. Fresca e piovosa la prima metà di giugno per poi avere tempo stabile e caldo. Agosto molto caldo ma notti fresche a dare ampie escursioni termiche. Inizio settembre caldo per poi avere abbassamento repentino delle temperature a partire dal 13 settembre con qualche giornata piovosa. Ottobre ha alternato giornate solari, e giornate umide e nuvolose  con temperature massime che arrivano anche a 24 gradi e minime notturne sui 10° C. Precipitazioni in linea rispetto alle annate vicine, con distribuzione piuttosto regolari. Da tutto ciò ne è scaturita una produzione complessiva di Aglianico di circa 21.800 hl, per oltre 3.750.000 bottiglie, di cui la metà sono Taurasi e Taurasi Riserva.

La degustazione a cui ho preso parte è stata ben organizzata. Le tre ore a disposizione concesse ci hanno consentito di valutare i vini con la dovuta calma. Sono riuscito a degustare 30 vini (umanamente andare oltre sarebbe stato ingeneroso verso i vini successivi, le condizioni psicofisiche del degustatore potevano essere un tantino alterate).

  • I primi sette vini erano a base aglianico, non Docg. Degno di menzione:

– Campania Aglianico Clown Oenologue 2008 – Cantina Giardino. Vino non filtrato, molto riconoscibile per la sua nota di rabarbaro molto gradevole. Punteggio 83/100

– Irpinia Campi Taurasini Pezze De’Preti 2007 – Cantina Vigna Villae. Al naso gradevole; in bocca sprigiona un buon frutto e belle note speziate, liquirizia, mentolato, chassis. Ben fatto. P. 85/100

– Irpinia Campi Taurasini Rasotto 2008 – Cantina Boccella. Un bel colore rosso rubino; all’olfatto sincero, bocca pulita. Vino non impegnativo. P. 82/100

  • Passando ai Taurasi, veri protagonisti della serata, vi segnalo i più interessanti secondo il mio parere personale:

 – Taurasi Radici 2008 – Mastroberardino. Vino destinato a durare nel tempo. Ne ho valutato soprattutto la potenzialità, il legno è ancora troppo presente, ha bisogno di un po’ di tempo per stemperarsi. Note di caffe’, caramello, cuoio. P. 88/100

 – Taurasi 2008 – Tenuta Ponte. Vino molto equilibrato, anche se un po’ di tannino ruvido spunta qua e là, tra qualche anno darà belle soddisfazioni. P. 87/100

 – Taurasi Santa Vara 2008 – La Molara. Una bella sorpresa questa cantina (fondata nel 2001) che non conoscevo, ha tirato fuori una corretta interpretazione del vitigno: un vino fruttato, speziato, già morbido, molta pulizia olfattiva e gustativa. P.89/100

– Taurasi Vigna Quattro Confini 2008 – Ferrara Benito. La cantina grechista per eccellenza ha vinto la scommessa anche con un vitigno rosso (non mi ha convinto la Doc Irpinia Aglianico) portando un vino elegante con tannini ben lavorati. P. 87/100

 – Taurasi 2008 – Urciuolo. Una interpretazione molto originale. Ha lasciato in bocca una freschezza notevole, lunga persistenza con una ciliegia rossa appena raccolta. P. 88/100

– Taurasi 2008 – Villa Raiano. Equilibrio, belle note fruttate, un rapporto qualità/prezzo davvero favorevole per il consumatore. P. 88/100

– Taurasi Principe Lagonessa 2008 – Cantina Amarano. Ho degustato anche la versione 2007 del taurasi, questa cantina molto giovane (2004) promette bene, ci offre vini ben congeniati di grande longevità. P. 90/100

– Taurasi 2008 – Cantina San Paolo. Tannini molto ruvidi accentuati dall’acidità sostenuta, questo ci indica una evoluzione notevole del vino, che durerà molti anni. P. 87/100

– Taurasi Poliphemo 2008 – Cantina Tecce. L’agricoltore Luigi si sta imponendo all’attenzione con i suoi Aglianici. Un bel personaggio che fa il paio con un ottimo vino che tiene fede al nome. Strizza l’occhio anche al degustatore meno esperto, per la sua beva immediata e appagante. Nonostante la gioventù è già pronto. P. 90/100

  • Puntatina su dei Taurasi del 2007

– Taurasi 2007 – Villa Matilde. La maison casertana conferma anche nell’areale irpino la buona propensione verso i vini rossi. Le tante vinificazioni fatte per il Cammarato, che ha portato tanti riconoscimenti, ha fatto sì che si riuscisse a fare un buon Taurasi: naso complesso, bocca pulita, nonstante i tannini non ancora domati. P. 88/100

– Taurasi Piano di Montevergine Riserva 2007 – Feudi di San Gregorio. Il taurasi 2008 non  mi ha entusiasmato per il troppo legno, molto prevaricante. Con la Riserva 2007 è un’altra storia! Il vino ci dice che non era il caso di stapparlo, aveva bisogno ancora di 3-4 anni per cominciare a comunicare quello che possiede: tanta frutta, tanta morbidezza, tanto equilibrio, tanti anni di vita. P.91/100

– Taurasi 2007 – Perillo, rispetto all’anno scorso mi dice di più. L’estratto è notevole e quindi espressione di struttura e di buone prospettive. P. 87/100

– Taurasi Vigna Cinque Querce 2007 e Taurasi Vigna Cinque Querce Riserva 2006. Chiudo la rassegna con i vini di Salvatore Molettieri, che o si amano o non si preferiscono. Tanta acidità, tanti tannini, tantissimo alcool, tanto di tutto, forse troppo.  Dietro c’è molto lavoro. P. 87/100

La rassegna ha goduto di un’organizzazione impeccabile e una location molto suggestiva: il castello della Leonessa di Montemiletto.

Montemiletto è un paese bello e suggestivo, come altri delle nostre zone, che non avrebbe nulla da invidiare ai paesi e cittadelle di Toscana, Piemonte, Marche, Umbria. In effetti il paesaggio c’è, la residenza storica (castello) pure, il centro storico aspetta solo di riempirsi di appassionati, i prodotti legati al territorio sono tanti così come la grande cucina di tradizione.

Stiamo assistendo, ed è un dato recente, a una crescita della capacità organizzativa, quindi nei nostri paesini più caratteristici si dovrebbe investire in strutture ricettive, bed and breakfast ospitali, agriturismi veri e sempre aperti, trattorie e locande tipiche con prezzi contenuti, enoteche e wine-bar che offrano mescite di vini solo del territorio con abbinamento fatto con prodotti tipici locali. Le istituzioni specifiche del comparto dovrebbero coordinare e collegare tutte le attività legate al territorio a creare una cornice che racchiuda tutti questi servizi. La cornice sarà costituita da interventi sul territorio per renderlo fruibile, consulenze per le aziende disposte a investire, agevolazioni burocratiche per ottenere finanziamenti, creazioni di pacchetti di enogastro-turismo da proporre nelle fiere del settore, in Italia e all’estero. Fuori da ogni forzatura demagogica, potremmo avere una ricaduta sul sociale pazzesca: tanto reddito da distribuire ai tanti giovani capaci e che oggi restano inattivi, qualità della vita migliorata, un buon ambiente per le nuove generazioni, un tessuto sociale ottimale per la loro crescita e prospettiva di vita.

Per cominciare, questa manifestazione potrebbe invogliare i sindaci di tutti i 17 comuni a riunirsi per creare un’interfaccia che si relazioni con gli enti locali per promuovere le tante iniziative che si potrebbero organizzare in questo splendido territorio.

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