Cantina Giardino di Ariano Irpino

 

Ariano Irpino non è una zona particolarmente vocata per la viticoltura, infatti  i suoi vini possono fregiarsi solo della IGT. La Cantina Giardino ha come mission un progetto enocolturale per promuovere vitigni autoctoni, produzioni con viti di oltre 30 anni ad evitare che i viticoltori le rimpiazzino con piante più giovani. Non è ben chiaro se il progetto implichi una produzione di vino da uva coltivata dalla cantina o proveniente da viticoltori della zona, il che risulta al quanto ambiguo. Ho degustato 2 vini della cantina: un bianco, T’Ara rà, Campania Greco I.g.t. 2009, un rosso Le Fole Campania Aglianico IGT 2008.

L’enologo dichiara che non sono eseguite filtrazioni né chiarifiche. Sui solfiti non trovo molta chiarezza (se il contenuto in solfiti è superiore a 10 mg è d’obbligo scriverlo in etichetta, quando si scrive “solfiti naturali” ci si riferisce ai solfiti che provengono dal metabolismo – catabolismo – dei lieviti, quando si scrive solo “solfiti” vuol dire che derivano dalle solfitazioni eseguite in cantina). La cantina Giardino, comunque, dichiara una quantità di solfiti che rientrerebbe nei limiti del disciplinare dei vini biologici, ossia 80 mg per i vini bianchi e 60 mg per i vini rossi… peccato che non abbiano la “certificazione”.

Il T’Ara Ra’ si presenta di colore ambrato, al naso si percepisce un leggero sentore di albicocca secca, cere d’api. Purtroppo il processo di ossidazione precoce copre qualsiasi altro profumo (ammesso che ci siano). In bocca confermiamo quanto detto per l’olfatto. Si riscontrano dei problemi: l’affinamento per 12 mesi in tino di legno ha sottratto aromi di fermentazione, quindi il floreale, la frutta fresca, aromi che non sono stati rimpiazzati dagli aromi tipici da maturazione in legno per il processo di ossidazione. In questo caso il progetto è riuscito solo in parte: il prezzo pagato in enoteca è stato di 19,60 euro (realizzato, dunque, solo il progetto profitto). Gradazione 12°.

Ho deciso di non assegnare punteggio, né segnalare un abbinamento: non avrebbe alcun senso.

Il discorso cambia sul rosso: Le Fole 2008. Un bel colore rosso rubino, al naso gentile, rispettoso del vitigno, l’Aglianico. In bocca molto pulito, buona estrazione di tannini, morbido. In questo caso i 6 mesi di affinamento in tino di legno da 27 hl hanno conferito un buon equilibrio al vino. Gradazione 13°.

Punteggio 85/100

Prezzo in enoteca 14 euro

Abbinamento: una tagliata di carne all’aceto balsamico.

11 commenti

Archiviato in Il vino del mese

11 risposte a “Cantina Giardino di Ariano Irpino

  1. precisino

    In realta’ e possibile fare la doc irpinia con uve prodotte in tutto il territorio irpino, Ariano Irpino compreso. Anche il Taurasi può essere prodotto ad Ariano Irpino, come negli altri comuni della provincia, a patto che le uve vengano dal territorio della docg (a 15 Km circa)…
    Solo per la precisione, non ho a che fare con cantina giardino.

    • Sono contento del tuo intervento perchè denota un interesse per il settore, e questa è buona cosa; nello specifico, a prescindere volevo solo far notare, in modo velato volevo che arrivasse, che un conto è essere un “vigneron” a tutto tondo, altro discorso è fare l’imprenditore vinicolo cavalcando l’onda del biologico o pseudo tale. Con stima.

  2. Francesco Maria Mazza

    Volevo aggiungere che i prodotti fanno davvero schifo, provateli, una cosa obrobriosa, una vergogna del mondo del vino, speriamo che nessuno li imiti, l’ambiguità si sente in tutti i prodotti. Secondo me è probabile che siano solo imbottigliatori, non so, me lo sento!

  3. Veronica

    Un blog più scadente di questo non l’avevo mai letto, stavo cercando notizie su Cantina Giardino e proprio sul Greco e mi imbatto con degli ignoranti di quelli massicci, lo segnalerò via mail tanto devo fare un ordine di T’ara ra’, vorrei dire che il 2009 è davvero il massimo e vi assicuro che non avrebbe senso non provarlo!

    • Il mio giudizio è tecnico e passionale, senza alcun pregiudizio, in completa indipendenza, con lo scopo di creare un canale di scambio esperenziale.
      Non ho attaccato la Cantina Giardino, ma ho soltanto espresso un giudizio (contestabile, ma non offendibile) su uno dei suoi vini (la riprova è il giudizio positivo sull’aglianico).
      Siccome questo blog vuole essere sede di SCAMBIO, LA INVITO AD ESPRIMERE IL SUO GIUDIZIO TECNICO, invece di offendere quello altrui. Il differente gusto di ciascuno di noi porta a giudizi diversi sui vini che assaggia, e proprio in virtù della mia degustazione diretta (poiché assicuro che ciascuno dei vini da me recensiti è stato attentamente degustato) ho espresso il mio parere.
      Non ho mai affermato che non avrebbe senso provare il suddetto vino (come lei distrattamente afferma), ma che non ha senso per me suggerire un abbinamento o assegnare un punteggio, ritenendolo scadente. È fondamentale che tutti i vini siano assaggiati, anche quelli scadenti.
      Spero di non averla colpita nel privato! Aspetto pareri anche sugli altri articoli.

  4. Raffaele Luperini

    Approvo pienamente il contenuto dell’articolo. Ho bevuto Le Fole sulla tagliata all’aceto balsamico e l’ho trovato un accostamento molto buono. Però un punteggio per il T’ara Ra, anche se basso, avrei provato a darlo. Io dico 35/100

  5. …può darsi che di T’ara ra ti è capitata una boccia storta, poco felice.

    Io l’ho provato circa 6 mesi fa relativamente all’annata 2006 (http://grappolospargolo.spazioblog.it/175897/Altri+profili+di+Greco%3A+T%26%2339%3Bara+r%E0.html) e nonostante possa affermare che non mi ha fatto strappare i capelli da testa non mi è dispiaciuto nella sua tipologia di orange wine…

  6. Casualmente mi è capitato di imbattermi in questa degustazione, che vedo risalire a ben tre anni fa.
    Purtroppo denoto che sono state fatte e dette molte imprecisioni.
    Innanzitutto il T’ara rà proviene dal comune di Tufo, zona VOCATISSIMA per la produzione del greco, quindi la premessa è del tutto fuori luogo. Ariano Irpino è solo dove risiede l’azienda, che produce vino con metodo biodinamico da sempre, su vigne che hanno oltre 40 anni di età e che sono dislocate in punti diiversi, tutte vigne monovarietali di piccole dimensioni.
    Leggo poi un commento di un certo Francesco Maria Mazza che dimostra quanta ignoranza e presunzione ci siano nel mondo del web (e non solo ovviamente).
    Prima di sparare a zero su un’azienda bisogna conoscerla, come ho fatto io ben 10 anni fa e altre due volte negli anni successivi.
    Antonio di Gruttola è un punto di riferimento in Irpinia, è un enologo e i vini sono frutto dell’esperienza del gruppo con cui ha fondato la cantina.
    Quando si parla di “giudizio tecnico” sarebbe opportuno domandarsi cosa intendiamo per “tecnico”, perché la conoscenza tecnica di un vino è appannaggio più di enologo e di un chimico che di un degustatore, per quanto esperto quest’ultimo possa essere.
    Inoltre questo genere di vini è frutto quasi sempre di lunghe macerazioni (e quindi di un tecnica di vinificazione da vino rosso) che comportano forti cambiamenti nelle qualità organolettiche.
    Un vino bianco macerato produce sensazioni odorose e gustative che spesso vengono confuse con ossidazione, in realtà raramente è così ( in quel caso è indotta da errore in vinificazione), inoltre vini come il T’ara rà vanno degustati allla temperatura di un rosso, non meno di 16 gradi, altrimenti sì che cambia tutto l’equilibrio organolettico del vino.
    Ho davanti a me proprio quel 2009 e, se fosse stato ossidato nel 2011, adesso sarebbe da buttare, invece ha un profumo integro, addirittura richiama gli agrumi maturi e canditi, ma non certo ossidato!
    Il colore è brillante, luminoso, notevole per un vino bianco che ha ormai almeno 6 anni sulle spalle.
    E in bocca rivela una freschezza notevole e una sapidità e una persistenza notevolissime. Sa di greco fin nelle viscere.
    Non mi interessa in questa sede dare valutazioni numeriche, ma vi suggerirei, tanto più quando si degusta un vino non convenzionale, di andare a conoscere chi lo produce (che di fare soldi se ne frega altamente, infatti non ne ha) e di valutare il vino solo dopo essersi fatto un ricco bagaglio di esperienza su questa tipologia di vini.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...